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da 31 lug. a 4 ago.  •  Immersione nell'universo della voce  • seminario intensivo residenziale

Agriturismo Podere Perucci di Sopra -  Montorgiali, Scansano (GR)  -  www.peruccidisopra.com

Nella verde e poetica natura toscana dei colli della Maremma, poco distante dal mare del Parco dell'Uccellina e dalle Terme di Saturnia.


Il corso inizia alle ore 15,00 del 31 luglio e termina il 4 agosto, dopo pranzo


INFO ED ISCRIZIONI: info@claudiabombardella.it tel.  331/23.58.457



Imparare a conoscere la propria voce (che lo scopo sia di migliorare e sviluppare le proprie qualità nel canto o che esso sia la semplice conoscenza dello strumento-voce) è una grande

occasione per avvicinarsi al mondo misterioso dell’essere umano, della sua capacità vibratoria e di risonanza con il mondo esterno. La consapevolezza della propria voce dà la possibilità di

ampliare la percezione di noi stessi attraverso un canale che va al di là del comune pensiero, consente di volgere lo sguardo oltre il piccolo spazio della nostra individualità e aprirci a una comprensione

e una consapevolezza di sé e degli altri molto più ampie. La laringe è per sua costituzione un organo di estrema sensibilità ricettiva, oltre che di emissione vocale, strettamente collegata a ogni funzione

del sistema essere umano studiato in tutti i suoi possibili collegamenti: quelli fisiologici, emotivi, energetici.


Il corso è rivolti a tutti quelli che sono interessati a scoprire, ricercare e sviluppare le potenzialità della propria voce, della sua unicità e al tempo stesso duttilità in quanto mezzo

espressivo e comunicativo più immediato. Non sono richeste particolari capacità se non curiosità e amore per la ricerca. Il lavoro seppur in gruppo, è essenzialmente un percorso interiore

più che estetico, per questo possono coesistere e stimolarsi vicendevolmente livelli molto diversi.






28/29/30 giu.  •  Immersione nell'universo della voce  • seminario intensivo

Barcellona (Spagna)


Imparare a conoscere la propria voce (che lo scopo sia di migliorare e sviluppare le proprie qualità nel canto o che esso sia la semplice conoscenza dello strumento-voce) è una grande

occasione per avvicinarsi al mondo misterioso dell’essere umano, della sua capacità vibratoria e di risonanza con il mondo esterno. La consapevolezza della propria voce dà la possibilità di

ampliare la percezione di noi stessi attraverso un canale che va al di là del comune pensiero, consente di volgere lo sguardo oltre il piccolo spazio della nostra individualità e aprirci a una comprensione

e una consapevolezza di sé e degli altri molto più ampie. La laringe è per sua costituzione un organo di estrema sensibilità ricettiva, oltre che di emissione vocale, strettamente collegata a ogni funzione

del sistema essere umano studiato in tutti i suoi possibili collegamenti: quelli fisiologici, emotivi, energetici.





13/14 apr.  •  Immersione nell'universo della voce  • seminario intensivo

Comunità di Etica Vivente - Città della Pieve (PG) www.comunitadieticavivente.org


Imparare a conoscere la propria voce (che lo scopo sia di migliorare e sviluppare le proprie qualità nel canto o che esso sia la semplice conoscenza dello strumento-voce) è una grande

occasione per avvicinarsi al mondo misterioso dell’essere umano, della sua capacità vibratoria e di risonanza con il mondo esterno. La consapevolezza della propria voce dà la possibilità di

ampliare la percezione di noi stessi attraverso un canale che va al di là del comune pensiero, consente di volgere lo sguardo oltre il piccolo spazio della nostra individualità e aprirci a una comprensione

e una consapevolezza di sé e degli altri molto più ampie. La laringe è per sua costituzione un organo di estrema sensibilità ricettiva, oltre che di emissione vocale, strettamente collegata a ogni funzione

del sistema essere umano studiato in tutti i suoi possibili collegamenti: quelli fisiologici, emotivi, energetici.





16/17 mar.  •  Immersione nell'universo della voce  • seminario intensivo

Perugia


Imparare a conoscere la propria voce (che lo scopo sia di migliorare e sviluppare le proprie qualità nel canto o che esso sia la semplice conoscenza dello strumento-voce) è una grande

occasione per avvicinarsi al mondo misterioso dell’essere umano, della sua capacità vibratoria e di risonanza con il mondo esterno. La consapevolezza della propria voce dà la possibilità di

ampliare la percezione di noi stessi attraverso un canale che va al di là del comune pensiero, consente di volgere lo sguardo oltre il piccolo spazio della nostra individualità e aprirci a una comprensione

e una consapevolezza di sé e degli altri molto più ampie. La laringe è per sua costituzione un organo di estrema sensibilità ricettiva, oltre che di emissione vocale, strettamente collegata a ogni funzione

del sistema essere umano studiato in tutti i suoi possibili collegamenti: quelli fisiologici, emotivi, energetici.





9/10 mar.  •  Immersione nell'universo della voce  • seminario intensivo

Azioni e Contaminazioni - scuola di Arti e Gestalt (FI) www.art-counselling.it


Imparare a conoscere la propria voce (che lo scopo sia di migliorare e sviluppare le proprie qualità nel canto o che esso sia la semplice conoscenza dello strumento-voce) è una grande

occasione per avvicinarsi al mondo misterioso dell’essere umano, della sua capacità vibratoria e di risonanza con il mondo esterno. La consapevolezza della propria voce dà la possibilità di

ampliare la percezione di noi stessi attraverso un canale che va al di là del comune pensiero, consente di volgere lo sguardo oltre il piccolo spazio della nostra individualità e aprirci a una comprensione

e una consapevolezza di sé e degli altri molto più ampie. La laringe è per sua costituzione un organo di estrema sensibilità ricettiva, oltre che di emissione vocale, strettamente collegata a ogni funzione

del sistema essere umano studiato in tutti i suoi possibili collegamenti: quelli fisiologici, emotivi, energetici.





30 gen.  •  con Alessandra Bedino e la musica dal vivo di Claudia Bombardella  •  Lettera alla madre

Alessandra Bedino, adattamento e regia - Claudia Bombardella, voce, sax baritono, clarinetti, duff, steel drum

Empoli (FI)  


«Cara madre, carissima madre, madre adorata, madre sconosciuta, madre sempre in collera, madre di tanti figli, madre cenere, madre… Come posso chiamarti? Non le ho mai scritto…

Scrivere a una morta è da pazzi». Edith Bruck, nel 1988, al culmine della sua carriera di scrittrice e regista, inizia a scrivere una lettera a sua madre, morta ad Auschwitz nel maggio del 1944.

Una donna ferita e allo stesso tempo invincibile, che ancora si interroga sul proprio destino di bambina ebrea trascinata a forza nei lager (Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen)

e sopravvissuta ai suoi cari, su un Dio che sembra essere sempre troppo lontano, su uno Stato, quello d’Israele, che sembra non aver imparato niente dalla sua stessa storia.

E’ una lunga impossibile lettera, quasi cinquant’anni dopo. Un atto d’accusa e una disperata richiesta d’amore, fra lite e riconciliazione, ribellione e preghiera. In scena si intrecciano parole,

musica, canto, lingue diverse, per un viaggio che dal passato arriva al presente attraversando le contraddizioni dell'anima umana.


«E’ un dialogo postumo, un dialogo mancato nell’infanzia, perché la figura materna per me è molto importante, perché da bambina mi sentivo incompresa, ferita, non amata – ha dichiarato Edith Bruck

in un’intervista -. Io allora non capivo perché mia madre non ci dava retta, oggi lo capisco…  Era una donna disperata con tutti quei figli affamati che chiedevano e lei non poteva dare nulla…

Sicuramente avevo bisogno di ricostruire il nostro rapporto, rappacificarmi con lei e con me stessa bambina ferita.»





27 gen. ore 17,00  •  con Alessandra Bedino e la musica dal vivo di Claudia Bombardella  •  Lettera alla madre

Alessandra Bedino, adattamento e regia - Claudia Bombardella, voce, sax baritono, clarinetti, duff, steel drum

Teatro Comunale di Antella (FI) - INFO:  tel. 055/621894  www.archetipoac.it


«Cara madre, carissima madre, madre adorata, madre sconosciuta, madre sempre in collera, madre di tanti figli, madre cenere, madre… Come posso chiamarti? Non le ho mai scritto…

Scrivere a una morta è da pazzi». Edith Bruck, nel 1988, al culmine della sua carriera di scrittrice e regista, inizia a scrivere una lettera a sua madre, morta ad Auschwitz nel maggio del 1944.

Una donna ferita e allo stesso tempo invincibile, che ancora si interroga sul proprio destino di bambina ebrea trascinata a forza nei lager (Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen)

e sopravvissuta ai suoi cari, su un Dio che sembra essere sempre troppo lontano, su uno Stato, quello d’Israele, che sembra non aver imparato niente dalla sua stessa storia.

E’ una lunga impossibile lettera, quasi cinquant’anni dopo. Un atto d’accusa e una disperata richiesta d’amore, fra lite e riconciliazione, ribellione e preghiera. In scena si intrecciano parole,

musica, canto, lingue diverse, per un viaggio che dal passato arriva al presente attraversando le contraddizioni dell'anima umana.


«E’ un dialogo postumo, un dialogo mancato nell’infanzia, perché la figura materna per me è molto importante, perché da bambina mi sentivo incompresa, ferita, non amata – ha dichiarato Edith Bruck

in un’intervista -. Io allora non capivo perché mia madre non ci dava retta, oggi lo capisco…  Era una donna disperata con tutti quei figli affamati che chiedevano e lei non poteva dare nulla…

Sicuramente avevo bisogno di ricostruire il nostro rapporto, rappacificarmi con lei e con me stessa bambina ferita.»





26 gen. ore 21,15  •  con Alessandra Bedino e la musica dal vivo di Claudia Bombardella  •  Lettera alla madre

Alessandra Bedino, adattamento e regia - Claudia Bombardella, voce, sax baritono, clarinetti, duff, steel drum

Teatro Comunale di Laterina (AR) - INFO: tel. 0575/88011


«Cara madre, carissima madre, madre adorata, madre sconosciuta, madre sempre in collera, madre di tanti figli, madre cenere, madre… Come posso chiamarti? Non le ho mai scritto…

Scrivere a una morta è da pazzi». Edith Bruck, nel 1988, al culmine della sua carriera di scrittrice e regista, inizia a scrivere una lettera a sua madre, morta ad Auschwitz nel maggio del 1944.

Una donna ferita e allo stesso tempo invincibile, che ancora si interroga sul proprio destino di bambina ebrea trascinata a forza nei lager (Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen)

e sopravvissuta ai suoi cari, su un Dio che sembra essere sempre troppo lontano, su uno Stato, quello d’Israele, che sembra non aver imparato niente dalla sua stessa storia.

E’ una lunga impossibile lettera, quasi cinquant’anni dopo. Un atto d’accusa e una disperata richiesta d’amore, fra lite e riconciliazione, ribellione e preghiera. In scena si intrecciano parole,

musica, canto, lingue diverse, per un viaggio che dal passato arriva al presente attraversando le contraddizioni dell'anima umana.


«E’ un dialogo postumo, un dialogo mancato nell’infanzia, perché la figura materna per me è molto importante, perché da bambina mi sentivo incompresa, ferita, non amata – ha dichiarato Edith Bruck

in un’intervista -. Io allora non capivo perché mia madre non ci dava retta, oggi lo capisco…  Era una donna disperata con tutti quei figli affamati che chiedevano e lei non poteva dare nulla…

Sicuramente avevo bisogno di ricostruire il nostro rapporto, rappacificarmi con lei e con me stessa bambina ferita.»



















XX xxx ore 21,00  •  Claudia Bombardella inTrio  •  Danza delle dita

(Claudia Bombardella, Silvio Trotta, Alessandro Bruni)

XXX - Teatro Comunale - INFO: email@gmail.com  tel. 333/332.336.521


Claudia Bombardella, voce, sax baritono, clarinetti, duff, steel drum - Silvio Trotta, plettri - Alessandro Bruni, chitarre acustiche











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